05/10/2017

Cenni teorici

La disciplina denominata “Judo“, praticata in tutto il mondo, nasce dalla tradizionale lotta giapponese Yavara.


Per l’intuizione del suo fondatore, lo Shihan Jigoro Kano (1860-1938), fin dall’inizio del Novecento essa si è evoluta in un articolato sistema educativo che, studiando le tecniche di attacco e difesa, conduce a un perfezionamento di se stessi: per il miglioramento delle relazioni sociali e dell’intero consesso umano. Il “Ju-do” – la “Via della cedevolezza” – fornisce ai più giovani un modello di crescita, individuale e collettivo; ai più grandi un completo meccanismo di auto-difesa che non prevede limiti dell’età.

 La Via, infatti, non conosce fine.

 

Kata & Randori


«(…) Randori e Kata sono due aspetti dell’addestramento del Judo tecnico, ma non tutti comprendono bene quali siano le loro facoltà e funzioni. (…) Il Kata, letteralmente “forma”: movimenti che, giustamente interpretati, contengono un messaggio rivolto all’insieme coordinato di cuore, mente e corpo.»

«(…) il Kata rappresenta la grammatica della disciplina e costituisce un elemento indispensabile per l’affinamento del Waza (…) per raggiungere uno sviluppo armonico ed equilibrato nel corpo bisogna ricorrere agli esercizi di Kata

«Il Randori si pratica con un avversario, ed entrambi i contendenti cercano di avere la supremazia attraverso proiezioni o controlli. Naturalmente esistono regole relative al comportamento e al rispetto, seguite a quelle necessarie a giudicare il risultato. Questo non impedisce ai praticanti di esplicare creatività nell’esercizio delle azioni, come del resto è espresso da nome “randori” o “pratica libera”.
Diverso è il caso delle forme preordinate del Kata, che non permettono di agire in modo arbitrario o inaspettato. L’esigenza di tale allenamento è dovuta al semplice motivo che solo col Randori è difficile imparare la tecnica e maggiormente quella relativa all’atemi o concernente l’uso delle armi. Per acquisire la conoscenza della tecnica è indispensabile esercitare il Kata. Si può insegnare la grammatica di una lingua facendo semplicemente scrivere, ma per una conoscenza approfondita occorre programmare lo studio delle regole.»

«(…) chi è interessato dalla tematica espressiva, dalla manifestazione di sentimenti e pensieri, oppure dal fluire della natura, solo nel Kata troverà possibilità di esprimersi attraverso i movimenti degli arti e del corpo.»

Jigoro Kano, Fondamenti del Judo, Luni Editrice, Milano 2013.


Alla Borgo Prati-Roma 1899 abbiamo l’ambizione di coltivare lo studio dei vari Kata; aiutati dai pazienti insegnamenti che il maestro benemerito e arbitro internazionale Antonio Ferrante, Shichidan, VII dan, Cintura bianca e rossa, periodicamente ci offre nei nostri locali di Via Tommaso Campanella nr. 7.

…e ovviamente nei nostri allenamenti pratichiamo anche il Randori.

Randori: esercizio libero contrapposto allo studio delle tecniche.

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